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Il profumo contribuisce all’orientamento spaziale

Secondo uno studio dell’University of California di qualche giorno fa pubblicato sul portale scientifico Public Library of Science, gli esseri umani utilizzerebbero il senso dell’olfatto come “navigatore” dato che i nostri cervelli sono strutturati per convertire gli odori in informazioni spaziali.

"Quello che abbiamo scoperto è che noi umani abbiamo la capacità di orientarci a livello spaziale utilizzando solo il senso dell'olfatto," ha detto l'autore dello studio Lucia Jacobs, professore di psicologia dell'Università californiana di Berkeley, che studia l'evoluzione e la cognizione negli animali e negli esseri umani.

Il processo olfattivo, viene attivato da molecole dell’odore che percorrono la cavità nasale, dove sono identificate dai recettori che inviano segnali al bulbo olfattivo. La chiave per la connessione tra odore, memoria e orientamento è che i bulbi olfattivi hanno un forte legame neurale con l’ippocampo, che crea mappe spaziali del nostro ambiente.

 

Journal reference: PLoS ONE

Provided by University of California - Berkeley

Il profumo contribuisce all’orientamento spaziale

L’olfatto

Nuova frontiera del Building Design
Oggi, la crescente attenzione per la progettazione di edifici multisensoriali, ha rinnovato l’interesse sull’effetto dei profumi e su come essi possano contribuire positivamente alla nostra esperienza all’interno di un edificio.

Il potere dell’olfatto è stato riconosciuto da esperti di neuroscienze, di marketing e da molti rivenditori che ora diffondono profumi attraverso i loro negozi per incoraggiare gli acquisti e suscitare particolari comportamenti dei consumatori. I supermercati che utilizzano l'odore del pane appena sfornato è un classico esempio di questa strategia di marketing.

Come dice Jonathan Foyle nel suo articolo Profumo di costruzione, "l’odore è intrinseco alla personalità di un luogo."

Se utilizzato in combinazione con altri elementi sensoriali, l’odore può svolgere un ruolo centrale nella creazione di un ambiente specifico all'interno di un edificio. L'uso creativo dell'olfatto è in grado di generare nuove opportunità di creare edifici e spazi che mettono in gioco tutti i nostri sensi.

 

Fonte: Sourceable Industry News & Analysis 

L’olfatto

La violetta

La violetta rappresenta, per il mondo della profumeria italiana, un patrimonio storico e culturale di cui essere fieri. Attualmente, nelle creazioni moderne, la rappresentazione olfattiva della violetta si ottiene attraverso l’impiego di molecole di sintesi dette iononi (dal greco ion, violetta) scoperte nel 1893 dai chimici tedeschi Tiemann e Krüger, per infondere il delicato profumo discreto, elegante e con un aggraziato tocco retrò. Si usa ugualmente sottoporre la foglia della violetta a distillazione a vapore o ad estrazione con solventi vari per ricavarne l’odore che, oltre all’effetto “cipriato” tipico del fiore, aggiunge la verde freschezza di un accenno vegetale.

ll delicato profumo di violetta è stato interpretato nelle fragranze femminili all’inizio del 20° secolo soprattutto da Caron, con Violette PrécieuseFleurs de Rocaille e Pharnesiana. Nel 1983 Sophia Grojsman crea per Yves Saint Laurent Paris, un profumo costruito attorno a un accordo rosa-violetta di ispirazione nordafricana. Seguiranno nel 1999 J’Adore di Dior, con freschi accenni verdi e fruttati a contornare le note di violetta, e Lolita Lempicka Eau De Toilette, avvolta in un caloroso abbraccio orientale con succosi toni gourmandes. 

L'impiego della violetta non è stato riservato esclusivamente all’universo femminile. Se ne possono infatti trovare tracce in Equipage di Hermés, del 1970 o in Grey Flannel (fiori e foglie) del 1976, sino a culminare nel 1988 con Fahrenheit di Dior, una fragranza a cui i fiori di biancospino e caprifoglio e le note di foglie di violetta conferiscono una delicata sfumatura che attenua, senza togliere eleganza, la personalità legnosa.

Scopri tutte le profumazioni fiorite.

Fonte: Accademia del profumo

La violetta

Zagara

Il fiore che sfavilla di bianco.

L’essenza di zagara o neroli viene estratta dai fragranti fiori bianchi dell’arancio.

La parola deriva dai termini arabi zahara ("splendere, sfavillare di bianco") e zahr ("fiore").


L’odore della Zagara si sprigiona nell’aria nel periodo primaverile quando gli alberi di arancio e di limone si riempiono di questo delicatissimo fiore. I suoi petali hanno infiorescenze fitte, di colore pallido che rilasciano lievi, ma intense note delicate.

Estrazione

L’olio essenziale di Zagara si ottiene previa distillazione in corrente di vapore dei petali freschi e si presenta come un liquido limpido di color giallo ocra, dal fresco e delicato profumo floreale la cui nota di fondo rammenta l’odore vellutato del bergamotto.

Materia prima eccellente quanto preziosa per la formulazione di fragranze d’alto livello, s’armonizza ottimamente con ogni olio essenziale, specie quelli agrumarii.

Curiosità

L’olio essenziale di Neroli prende il nome dalla duchessa Anna Maria Orsini, principessa di Nerola, la quale amava usarlo come profumo personale; atossico e non irritante.

 

Zagara

Le note di fondo

Le note di fondo subentrano alla note di cuore e sono percepibili dopo circa 6 ore dall'applicazione del profumo.

Le note di fondo intensificano il carattere del profumo e gli danno tenuta. 

Delle note di fondo fanno parte le sfaccettature:

  • speziata (pepe, cannella, cardamomo, ...)

  • legnosa (cedro, sandalo, vetiver, patchouli, muschio di quercia, ...)

  • fougère (accordo composto da lavanda, geranio, muschio di quercia, vetiver, cumarina)

  • chypre (accordo composto da bergamotto, rosa o  gelsomino, muschio di quercia, patchouli, zibetto)

  • cuoio (betulla, laudano, ...)

  • gourmand (caramello, caffè, cacao, ...)

  • orientale (accordo composto da patchouli, cannella, vaniglia)

  • ambrata (balsamo del Perù, del Tolù, copahu, ambra, benzoino, ...)

  • cipriata (iris, eliotropio, fava tonka, cumarina, ...)

  • muschiata (galaxolide, musk T, habanolide, ...)

Le note di fondo

Le note di cuore

La nota di cuore costituisce lo sviluppo del profumo e subentra dopo la nota di testa. La sua durata può variare dalle 4 alle 6 ore;.

E' persistente e per questo conferisce il vero carattere al profumo, tanto che durante la prova occorre attendere almeno 10 minuti per capire se il profumo piace e se provoca un effetto gradito a contatto con la nostra pelle.


Delle note di cuore fanno parte le sfaccettature:

  • fiorita (rosa, mughetto, fiore d'arancio, fresia, gelsomino, ylang-ylang, tuberosa, ...)

  • aldeidata

  • verde (galbano, triplal, ...)

  • fruttata (pesca, albicocca, pera, ...)




Fonte: Accademia del profumo
Le note di cuore